LA TECNOLOGIA GENINI NELLA SECONDA META’ DEL ‘900.

Ciò che si vede nella fotografia sono le basi o i basamenti, del tornio Kafiro.

La foto è stata scattata nel 1965 in un deposito della ditta Genini Giovanni.

Fusioni di ghisa

Le basi monolitiche del tornio Kafiro erano prodotte in fonderia ed in grande numero dove, attraverso un procedimento di lavoro specifico veniva colata la ghisa liquida a 1250°C in una forma di terra prodotta con uno stampo

Stampo in legno essenza di cirmolo

e dopo il raffreddamento, tolta dal telaio e ripulita.

Basamento lavorato, pronto per il montaggio, tornio Kafiro

A quel tempo non esistevano metodi tecnologici per stabilizzare le fusioni e l’unico modo per eliminare le tensioni residue generatesi durante il processo di fusione era lasciare le stesse all’aria per lunghi periodi.

Si eliminavano così eventuali movimenti futuri della struttura ed eventuali formazioni di microcricche.

Nonostante la fusione fosse di dimensione relativamente grande il peso era di c.a. 700 Kg per il modello più piccolo, KAFIRO 60 e di c.a. 900 Kg per il modello più grande KAFIRO 120.

Per ottenere questo “piccolo peso” grande impegno fu dedicato alla costruzione del basamento in un unico pezzo. Un monoblocco di ghisa che comprendeva la base con la vasca per la centrale oleodinamica, la testa o supporto per il mandrino e le guide prismatiche per lo scorrimento del carro gruppo sgorbie.

Grazie alla grande esperienza del maestro modellista si ottenne una fusione monoblocco con spessori molto ridotti e con una grande rigidità grazie alle nervature interne ed esterne che il maestro Sig. BASSANI stabilì senza indugi.

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