STORIE DI TORNITORI – Amici di Genini

TAVANTI, il maestro di Anghiari nella Valtibertina, fu uno fra i primi clienti della ditta Genini.

A quel tempo Giovanni visitava in Toscana gli artigiani tornitori con l’amico Polezzi (anche egli toscano, di Camucia di Cortona).

La visita del maestro quel giorno, non era stata programmata ma Polezzi, purosangue venditore, portò Giovanni ad Anghiari per far conoscere “il maestro” .

Presentazioni, bicchiere di vino rosso, ed alla fine della serata Giovanni si portò a casa un ordine di un tornio modello GENA 60 SI e come acconto per l’ordine gli fu offerto un cane da caccia, un Setter Irlandese femmina, di nome Diana.

Giovanni non drammatizzò e si prese il cane.

Giovanni, fu contento per il doppio affare: vendita tornio, acquisto cane di razza per le sue battute di caccia nella vecchia Jugoslavia.

Il maestro Tavanti contento per l’acquisto del tornio e la vendita del cane.

Il venditore Polezzi contento pure lui per la doppia provvigione per la doppia vendita.

Il Sig. Giovanni non sospettò nulla, ma secondo la moglie di Govanni il venditore Polezzi ed il cliente Tavanti si erano preventivamente accordati per il prezzo e sopratutto per l’acconto.

Sta di fatto che tutti furono felici e contenti meno la moglie del Giovanni!

Questo fatto accadde alla fine degli anni 60.

Passarono gli anni ed alla fine degli anni 90 il figlio di Giovanni, Mario torna dal maestro Tavanti per una visita di cortesia.

Il maestro è in pensione e non lavora più nella torneria. C’era il figlio Paolo ed il nipote Matteo. Furono molto cordiali e mi invitarono nella casa di famiglia per il pranzo.

Una casa, classica toscana, con ampi locali ed un grande camino dove li tutto si svolgeva.

Il maestro raccontò l’avvenimento e con le lacrime agli occhi per le risate si continuò a parlare del passato, del presente e del futuro.

Grazie maestro, grazie Paolo, grazie Matteo e grazie Sig.ra Tavanti, moglie del maestro.

Mario Genini

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