Scorazzando per i paesi e i borghi delle Valli Imagna e Brembilla, si vedono numerosi esempi di realtà produttiva nel settore della torneria del legno.
La prima impressione che si ha, entrando nella Valle Imagna, è quella di attraversare la storia, di rivivere lontani tempi industriosi e operosi.
Le fabbriche, ovunque, hanno un’aspetto antico e le costruzioni, alcune arroccate su ripidi pendii, altre sulle rive del fiume, denotano le volontà del “voler fare”, di arrivare a tutti i costi.
Ancora di più, colpiscono quegli innumerevoli cisternoni verticali che si innalzano verso il cielo, alcuni sembrano più grandi del laboratori stessi; sono ovunque, alti, più alti delle costruzioni; SILOS, sono i silos!!
Chissà se possono contenere acqua…..?!?
Potrebbero risolvere parzialmente il problema della siccità estiva: decine di migliaia di litri di acqua.
La crisi del settore torneria nelle nostre valli che ha decimato gli addetti da 5000 unità circa negli anni 80’ a 250 unità circa nel 2005, ha segnato un profondo solco nella caparbietà di chi ha voluto continuare l’attività in questi ultimi anni.
I pochi addetti rimasti si chiedono cosa fare per tornare agli antichi albori, ma non si chiedono cosa è successo e non cercano il motivo di questo cambiamento, perché … è di cambiamento che si tratta.
Ricordate la mia terza lettera?
NULLA SI CREA, NULLE SI DISTRUGGE, tutto si TRASFORMA…
Il mio primo viaggio in Cina, Bejing (Pechino), Gennaio 1986.
In quella occasione ………………….. I contatti con le aziende cinesi erano ……
Scritto nel Gennaio 2007










